lunedì 14 luglio 2008

RECENSIONE-Profondo rosso

Regia: Dario Argento
Interpreti: David Hemmings, Daria Nicolodi, Gabriele Lavia, Macha Méril, Eros Pagni, Giuliana Calandra, Piero Mazzinghi, Glauco Mauri

ITALIA 1975

VOTO: 10/10

SPLATTER:medio splatter

Marc, giovane pianista, assiste all'assassinio di una parapsicologa ma non riesce a vedere il volto dell'omicida. Mentre indaga aiutato da una bella giornalista, le persone con cui viene in contatto cominciano ad essere assassinate una dopo l’altra. La verità è insospettabile. 


"Signore e signori, ecco a voi il thriller"è con queste parole che nel 1975 la televisione dava il benvenuto ad uno dei più grandi horror-cult di tutti i tempi rofondo rosso.Sono molti gli elementi che hanno reso indimenticabile il 
4o opus argentiano.A partire dal soggetto, affascinante e prolisso (tipico di 
Argento), sviluppato con lo sceneggiatore Bernardo Zapponi.Il cast, poi, è composto esclusivamente da artisti teatrali, come l'americano David Hemmings, 
Gabriele Lavia, Clara Calamai e l'allora stellina Daria Nicolodi.Nota di merito anche per l'aspetto tecnico della pellicola, composta da effetti speciali straordinari e all'avanguardia, da una fotografia sempre perfetta (notare la tecnica fotografica 
utilizzata che rende il sangue di color magenta).Da non dimenticare assolutamente le straordinarie musiche, scritte dal jazzista Giorgio Gaslini ed 
eseguite dai Goblin, che rappresentano la perfetta armonia tra la musica jazz e la musica elettronica.A tutto questo si aggiunge la sempre eccelente regia argentiana (che però verrà perfezionata di molto nelle successive opere) e 
atmosfere che rendono il film sadico e morboso .Profondo rosso rappresenta la 2a parte del cinema di Argento e dai precedenti lavori del regista romano eredita ben poco.Gli omicidi sono violenti e sadici, ma allo stesso tempo scenografici (altra caratteristica apprezzatissima del cinema di Argento).In più l'assassino si serve di veri e propri "oggetti feticcio" per compiere le sue 
efferatezze.Indimenticabile il piano sequenza sugli oggetti accompagnato dal tema musicale principale del film, come indimenticabile è l'entrata in scena di un pupazzo meccanico che spaventa Glauco Mauri (una delle scene più riuscite del film).Altra scena azzeccata è il piano sequenza all'interno di una vecchia villa (molto simile a quello de La Terza Madre) in cui il protagonista scopre una stanza murata in cui è nascosto uno scheletro.Il finale poi è quanto di più sconvolgente ci sia ed è il momento in cui ci viene svelato l'insospettabile assassino.Quì Argento ci sorprende ancora facendoci capire che il killer era stato fin dall'inizio sotto i nostri occhi. 
Tra la tensione e i puri momenti thrilling si fa spazio un forte uso dell'ironia (a volte un pò troppo grottesco) e l'esposizione di temi all'ordine del giorno (come la transessualità).In poche parole questa pellicola è un puro capolavoro, 
scopiazzato,in seguito, ed eguagliato da migliaia di registi internazionali (addirittura da 
Hitchcock).Se non l'avete ancora fatto, procuratevi questo film e lasciatevi trapassare dalla profonda paura....

TRAILER


Grazie a Elisabetta per avermi inviato questa recensione.

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